Prime indicazioni per una possibile soluzione al diritto di visita nella fase emergenziale

Per quanto riguarda tutti quei casi in cui i figli, a causa dell’emergenza in corso, abbiano sospeso o mancato le frequentazioni con il genitore non convivente, la recente giurisprudenza fornisce delle prime indicazioni per una possibile soluzione al problema.
 

Nella situazione in esame, il Tribunale di Verona, in riferimento al regime di collocamento e del diritto di visita durante il periodo di emergenza sanitaria in atto, allo scopo di limitare il più possibile gli spostamenti tra Comuni e comunque fino alla ripresa della scuola – qualora avvenga entro l’estate o alla cessazione dell’emergenza sanitaria qualora avvenga in seguito – ha recentemente disposto che il figlio minore trascorra 14 giorni con ciascun genitore.  (decreto del 27 marzo 2020 – Giudice est. dott.ssa Marzocca) 

 
Lo stesso Tribunale ha inoltre precisato che durante il periodo estivo, qualora non sia cessata ancora l’emergenza sanitaria, permanga la ripartizione del collocamento ogni 14 giorni del minore  presso ciascun genitore e, qualora invece sia cessata, riprenda vigore l’ordinario calendario estivo già stabilito.   

Tale provvedimento, oltre ad avere il merito di limitare il più possibile la circolazione delle persone durante il periodo di emergenza sanitaria, promuove e tutela fattivamente il paritario “accesso” ai figli da parte di entrambi i genitori, diritto che altrimenti potrebbe essere pregiudicato a causa delle varie problematiche in atto. 

 
Oggi, più che mai, è doveroso garantire il principio di bigenitorialità, attraverso interventi che ne permettano l’effettiva attuazione, fornendo da un lato strumenti ad hoc ai genitori, dall’altro sollecitando comportamenti responsabili da parte degli stessi.

Avv. Jacopo Pistorello

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