Pensieri in libertà ...

In questo momento delicato, dove il distanziamento sociale risulta essere lo strumento più efficace per fermare, o almeno rallentare, la diffusione  del virus, non bisogna – tuttavia – comprimere più del necessario i diritti degli individui. Particolare attenzione deve essere posta su tutte quelle situazioni familiari che già in un contesto non emergenziale mostrano delle criticità, come quelle “separative”. In queste settimane, una forte preoccupazione è derivata dall’incertezza con cui, in certi ambiti familiari, è stato gestito il diritto di visita del genitore “non convivente”. Nonostante i chiarimenti delle Autorità e i primi provvedimenti da parte dei Tribunali abbiano confermato il diritto dei minori a mantenere il rapporto con entrambi i genitori secondo quanto stabilito nelle pronunce di separazione o divorzio, non sempre è stato possibile al genitore “non convivente” esercitare il proprio diritto di visita. 
 
I genitori, in questo straordinario momento, dovrebbero essere ispirati a principi di responsabilità e buon senso, soprattutto nella gestione dei figli, senza strumentalizzare l’emergenza sanitaria per fini personali. Con le opportune precauzioni e attenendosi alle misure prescritte dalle Autorità, infatti, è possibile tutelare il principio bigenitorialità, che trova nel diritto di visita e nei tempi che ciascun genitore trascorre con il minore, una delle sue più importanti affermazioni. 
Se è pur vero che ciò che rileva in tali situazioni non è tanto la quantità del tempo che ciascun genitore trascorre con i figli, quanto la qualità dello stesso, non si può negare che in un contesto come quello attuale il rapporto del figlio con il genitore “non convivente” risulta essere maggiormente pregiudicato.
 
Oggi, promuovere un corretto ed equilibrato esercizio del diritto di visita da parte dei genitori con gli opportuni accorgimenti che possono anche superare la normale regolamentazione, vista l’eccezionalità della situazione, rappresenta una delle sfide più importanti nell’ambito familiare, soprattutto nell’interesse dei minori stessi. Addirittura, potrebbe rappresentare un’ulteriore spinta verso quel principio di condivisione ed effettiva parità tra genitori tanto auspicato, ampliando – ove possibile – il diritto di visita del genitore “non convivente”, che normalmente sarebbe impossibilitato a esercitare per diverse ragioni (orari di lavoro, lontananza, ecc..).   
 
Per tali motivi, può essere importante valutare soluzioni che prevedano una suddivisione sempre più paritetica dei tempi tra mamma e papà, secondo il principio dell’alternanza, nelle formule che verranno ritenute più opportune nell’interesse dei figli minori. Per esempio, queste settimane di chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado potrebbero essere suddivise tra i genitori seguendo le modalità già in essere per le vacanze estive, sempre tenuto conto dell’interesse del minore e delle sue necessità, anche di  studio. Oppure, in vista dei prossimi “ponti” del 25 aprile e del 1 maggio, con conseguente sospensione delle lezioni, si potrebbe prevedere l’attribuzione di week-end “lunghi” ai genitori “non conviventi”, così da permettere loro il recupero dei tempi non trascorsi con i figli. Medesimo ragionamento si potrebbe fare riguardo le vacanze estive: rivedere i periodi di permanenza presso ciascun genitore, sempre al fine di recupero. Se, invece, non fosse possibile per il genitore “non convivente” esercitare regolarmente il diritto di visita per cause oggettive, saranno da agevolare tutti quegli strumenti di comunicazione che possano permettere la continuità del rapporto genitore-figlio, senza limitazioni di giorni e orari. 
 
Da ultimo, ma non per minor importanza, è necessario intervenire in tutte quelle situazioni dove il genitore tenuto alla corresponsione di un contributo al mantenimento del figlio, soprattutto se minore, sia momentaneamente nelle condizioni di non potervi fare fronte, anche solo parzialmente, a causa della chiusura della maggior  parte delle attività produttive. A tal fine, si deve procedere sul doppio binario, civile e penale, prevedendo strumenti che “limitino” temporaneamente le conseguenze di eventuali omissioni e/o inadempimenti da parte del genitore in difficoltà.
 
Avv. Jacopo Pistorello

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