La Convenzione sui diritti del bambino può rappresentare una guida sincera e imparziale per le famiglie, soprattutto nei momenti di crisi?

Alla luce dell’elevato numero di separazioni e divorzi che si è registrato in Italia negli ultimi decenni, è sicuramente meritevole di attenzione l’impatto che tali situazioni generano sui soggetti più vulnerabili, i minori. 


La crisi della famiglia, con le sue scontate implicazioni nel privato, ha anche delle ripercussioni dirette e indirette sulla società. La gestione “responsabile” di una separazione tra i genitori produce sicuramente meno danni su un figlio, rispetto al conflitto potenzialmente distruttivo tra padri e madri. Una corretta impostazione della crisi della famiglia è a beneficio dell’intera collettività.
A partire dalla fine degli anni ’80, si è affermata a livello mondiale una nuova visione del minore come soggetto titolare di diritti. Gli ordinamenti statali hanno impiegato diversi anni per adeguarsi a tale nuova impostazione, non sempre senza difficoltà e contraddizioni. Il legislatore italiano è intervenuto più volte nel corso degli ultimi anni per armonizzare la normativa italiana al principio del miglior interesse del minore, da ultimo, con gli interventi del 2012 e del 2013.
 
Tuttavia, ancora oggi, manca una visione orientata al principio del best interest of the child. Gli interventi degli scorsi anni, infatti, rappresentano un fondamentale e imprescindibile strumento di promozione e tutela dei diritti sanciti nella Convenzione sui diritti del bambino del 1989, nei momenti di disgregazione della famiglia. Troppe volte, nelle fasi separative dei genitori, le necessità e i bisogni dei figli vengono posti in secondo piano, generando nei minori oltre che sofferenze e preoccupazioni evitabili, anche danni che si ripercuotono sul lungo periodo. 
La promozione della Convenzione sui diritti del bambino, come strumento di tutela dei minori, può essere un veicolo attraverso il quale introdurre, non solo nell’ordinamento, ma anche nel quotidiano, un insieme di valori orientati al miglior interesse del minore su cui fare riferimento per le questioni di ogni giorno. Essa può rappresentare una guida sincera e imparziale per le famiglie, soprattutto nei momenti di crisi. Le madri e i padri, infatti, oltre ad avere una grande responsabilità in quanto genitori, hanno un compito importante come membri di una comunità, cioè quello di educare e crescere i genitori di domani. Essi sono la proiezione dei propri figli nel futuro: un genitore responsabile oggi è d’esempio al genitore di domani, anche nei momenti più difficili!
 
Avv. Jacopo Pistorello

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