Diritti e doveri nella coppia unita in matrimonio

Gli articoli 143 e 144 del codice civile che vengono letti agli sposi il giorno del matrimonio elencano gli obblighi derivanti dal matrimonio: l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
Prima della riforma del diritto di famiglia, il codice civile si limitava a indicare in modo generico tra i doveri del matrimonio quello dell’assistenza reciproca. Con la legge del 1975, invece, è stato specificato che questa, richiesta a entrambi i coniugi, deve essere intesa in senso sia materiale che spirituale. Il concetto di fedeltà è fondato su quali principi e uguali esigenze ed è un dovere di entrambi i coniugi. La norma sull’obbligo della coabitazione non è più strettamente limitativa e tesa a soddisfare le esigenze del solo capofamiglia. L’obbligo a contribuire ai bisogni della prole spetta entrambi i coniugi e ciascuno deve farlo in proporzione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro, sia professionale che casalingo. Le decisioni che riguardano la vita familiare sono da affrontare insieme con l’apporto economico e organizzativo di entrambi i coniugi.


L’assistenza reciproca e il contributo di ciascuno al mantenimento della famiglia.
L’obbligo di assistersi l’un l’altro che i coniugi assumono con il matrimonio a subito anche esso un mutamento legislativo nel corso degli anni. In considerazione di un miglior apprezzamento del lavoro casalingo, vige un principio di solidarietà tra i coniugi, entrambi collaboratori e artefici del buon andamento familiare, dal punto di vista sia morale che economico.


L’impostazione della vita familiare.
I coniugi devono concordare insieme il tipo di vita familiare che vogliono condurre secondo modalità rispettose delle esigenze di entrambi. Essi devono decidere insieme, per esempio, la scelta della casa dove abitare, l’eventualità di affidare la prole a parenti o a estranei durante la giornata, il modo di impiegare il patrimonio familiare e così via.
In caso di disaccordo sull’impronta da dare la loro vita in comune, ciascuno dei coniugi può ricorrere al giudice e chiedere il suo intervento.

 
Avv. Gigliola Guerreri

Categories:

Tags:

No responses yet

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *