Affido condiviso e principio di bigenitorialità

Con la scelta compiuta dal legislatore nel 2006, quando ha stabilito per legge l’affido condiviso, si è voluto attribuire a ciascun genitore, e non di fatto solo a quello collocatario, l’esercizio della responsabilità genitoriale. Per “responsabilità genitoriale” si intende l’insieme dei diritti e dei doveri, individuati dalla legge, che entrami i genitori hanno nei confronti dei figli. Tale scelta rappresenta un punto di svolta nell’interpretazione, da parte del legislatore italiano, dei diritti dei minori. Prima dell’introduzione della legge del 2006, l’affidamento esclusivo a un solo genitore costituiva la regola. Il genitore affidatario in via esclusiva poteva assumere unilateralmente tutte le decisioni ordinarie riguardanti i figli. A differenza di quanto si può pensare, non era la conflittualità dei genitori a imporre l’affidamento esclusivo a uno solo dei due, bensì quest’ultima scelta rappresentava la norma, mentre quello congiunto, che veniva ritenuto fonte di conflittualità, l’eccezione. 

La riforma del 2006 ha avuto il merito di introdurre nell’ordinamento il principio della bigenitorialità, essenziale per il corretto sviluppo psicofisico dei minori.  Questo rappresenta un “principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione e un legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati”. Infatti, il minore ha il diritto e la necessità sia della presenza della mamma sia di quella del papà, in modo da veder rappresentati entrambi i punti di riferimento per il percorso di crescita e maturazione.


Avv. Jacopo Pistorello

Categories:

Tags:

No responses yet

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *